Responsabilità

Cosa provano, cosa capiscono, che atmosfera vivono e che conseguenze hanno le nostre reazioni ai fatti che accadono in questi giorni, ma non solo, sui nostri bambini?

Si parla di salvaguardare l’ambiente (giustissimo, e ci credo un sacco pure io) per il loro futuro, ma quanto siamo attenti a come influenziamo proprio i nostri bambini con i nostri comportamenti quotidiani? Alla fine saranno loro il futuro, loro sono già attori della loro vita, e loro saranno gli adulti che vivranno il pianeta che noi vogliamo salvaguardare.

Queste riflessioni sorgono ora, ma la situazione attuale è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, come si dice. Secondo voi cosa imparano i nostri bambini quando ci sentono lamentarci o imprecare contro qualcosa o qualcuno? Quando di fronte ad una situazione difficile ci arrabbiamo e iniziamo ad insultare o a provare rancore? Loro faranno la stessa cosa con le loro piccole situazioni difficili quotidiane ora, con i problemi più grandi domani.

Noi, come genitori abbiamo una grandissima responsabilità nei loro confronti. Noi, con il nostro buon esempio dobbiamo fornire loro gli strumenti per affrontare le difficoltà! Se di fronte ad una situazione difficile provassimo a pensare a come e cosa fare, se fossimo proattivi, loro imparerebbero a fare uguale. E non sto dicendo che non ci si debba arrabbiare, o essere tristi, anzi! Però dobbiamo capire come mettere in relazione questi stati d’animo con le soluzioni che intraprendiamo per superarli e le emozioni che provano i bambni.

Ho sentito ragazzi picchiare o insultare un anziano cinese, adulti che litigano per un sacco di pasta al supermercato. Ci arrabbiamo se dobbiamo aspettare ad un semaforo, se la macchina davanti a noi va piano, se non troviamo parcheggio, se gli insegnanti danno troppi compiti, se la nostra vicina di casa fa rumore, se al medico la persona prima di noi ci mette tanto tempo e aggiungete voi qualsiasi altro atteggiamento che assumiamo spesso davanti ai bambini. Vogliamo che crescano ragazzi e ragazze rispettosi, educati, gentili. Ma dobbiamo noi per primi assumerci la responsabilità di come ci comportiamo e dell’esempio che gli diamo.

Secondo me prima di tutto dovremmo noi genitori riscoprire l’empatia, il rispetto per l’altro e anche la capacità di trovare il lato positivo o comunque di trovare soluzioni proattive alle difficoltà.

Penso che spesso, presi dalla frenesia della vita ci dimentichiamo che loro ci osservano, ci ascoltano e assorbono i nostri comportamenti, anche se stanno giocando, e sembra che non stiamo prestando attenzione a noi.

Questo post del blog non era previsto, ma in questi giorni ho davvero pensato a cosa provano i nostri bambini di fronte a quello che accade, al panico, alla paura, alla tensione che inevitabilmente si prova di fronte ad un evento fuori dal nostro controllo. Loro lo affrontano nello stesso modo in cui noi lo affrontiamo. Dobbiao rassicurarli, spiegare loro cosa accade in modo semplice, adatto alla loro età. Ricordiamoci, sono bambini e non hanno le nostre strutture mentali per affrontare la paura e il panico che noi proviamo, per loro è tutto più amplificato o addirittura distorto.

E qui, esagerando, mi viene in mente il film “La vita é bella” e come Benigni, inventa il gioco per far vivere pù “leggermente” la situazione del campo di concentramento al suo bambino.


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