Aria aperta, giochi, animaletti: il mix per la nostra estate

Mamma, posso andare giù a svegliare le galline della nonna?

Sono le 7.00 del mattino, Luigi è in piedi da mezz’oretta e già scalpita per poter uscire. Se fosse per lui, starebbe giù a giocare in giardino tutto il giorno, e devo ammettere che molto… molto spesso succede proprio così. 

Come le mucche che dalle stalle in estate vanno al pascolo, anche i giochi di Luigi e Bianca hanno lasciato la loro cameretta al secondo piano di casa nostra per spostarsi giù, nel nostro giardino.

Trattori, escavatori, betoniere, un passeggino, le bamboline, le valigette con gli attrezzi vari che durante l’inverno intrattengono i bimbi in casa ecco che ora sono belli infangati giù nella sabbiera. Ma poi non si limitano a rimanere lì, ma cambiano cantiere a seconda di dove sono a giocare Luigi e i suoi amichetti.

La bicicletta è diventata il nostro mezzo numero uno per gli spostamenti, per andare a fare la spesa, per le nostre passeggiate, e le scorribande di Luigi, che, avanti in dietro sulla strada che porta a casa nostra, non so quanti chilometri abbia fatto.

E poi ci sono le galline della nonna. Non scherzo se vi dico che se le prende in braccio e se le coccola, e anche Bianca è passata dall’aver paura al “mamma le voglio prendere in braccio pure io”

Uno dei regali  che questo tempo particolare mi ha fatto è stato proprio la possibilità di stare con i bimbi all’aperto, nel nostro giardino sotto casa, durante la chiusura totale prima e ora, che avendo i bambini con me più ore al giorno, posso stare con loro e godermi l’aria aperta. 

Mai come quest’anno ho seguito lo risvegliarsi delle mie piante in giardino, le prime gemme, le prime foglioline e poi l’esplosione dei fiori. 

Ho visto Bianca che in tutta tranquillità giocava con i maggiolini e me li portava a far vedere, e io in cuor mio sprofondavo, perché ecco… non amo molto gli insetti… ma vederla così tranquilla e a suo agio mi ha riempito il cuore.

Luigi è diventato super veloce anche a mangiare, in un batter d’occhio termina il suo pranzo o la cena, e poi via di nuovo giù a giocare, e noi non abbiamo neppure il tempo di dirgli  ” ma non mangi il secondo?” che lui è già in fondo alle scale con i suoi amichetti, che decidono se giocare al cantiere o andare in bicicletta.

Questo ci ricorda quando anche noi eravamo piccoli, e che estete voleva dire proprio questo: stare all’aperto a giocare, tornare alla sera infangati, impolverati, stanchi ma felici!


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